STUDIO CLINICO DI PSICOTERAPIA E SESSUOLOGIA
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Studio Clinico di Psicoterapia Analitica e Sessuologia telefono n° 0648913260 iscrizione Albo Professionale n°4869 abilitato alla Psicoterapia codice Ateco 86.90.30
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I genitori e la crisi generata nei figli dall'eccesso di aspettative.

 

 

 
 

Cinema & Psicologia, “Inside Out”, i genitori, le loro aspettative, le crisi generate nei figli

 

del Dott. Danilo Moncada Zarbo, psicanalista – pubblicato sulla testata online DI-ROMA.COM nel 28 ottobre del 2015

 

Inside out” letteralmente DENTRO FUORI

È la storia dei Danni che le aspettative dei genitori possono produrre sui figli, inoltre è un percorso creativo intorno ai processi di conservazione della memoria, di formazione della identità e delle emozioni. Etimologicamente il termine deriva dal verbo Aspettare e indica “quello che ci si aspetta”. 

Il ruolo delle aspettative è potente, sopratutto quando prodotte nei confronti di un soggetto in crescita... il bambino ad esempio.

Le prime relazioni in eta evolutiva, solitamente con i caregiver (genitori o chi si occupa del bambino),  plasmano o indicano un percorso nella formazione della personalità. Questo avviene volontariamente come scelta pedagogica ma o più spesso involontariamente. 

Così la personalità in strutturazione con i suoi desideri e impulsi non può essere separata dalla relazione con i caregiver e in modo più ampio con il contesto relazionale.

Ciò non significa che Personalità sia determinata dall'ambiente, vuol dire invece che la interazione e la relazione tra una persona e il suo ambiente produce degli effetti sulla struttura della Personalità attraverso processi di identificazione o di rispecchiamento.

La persona (bambino) tenta di riprodurre modelli e condotte, interiorizzate (internalizzate o introiettate), in relazioni successive riattivando di fatto affetti che poco hanno a che fare con la realtà che stanno vivendo, una sorta di ripetizione “enactment” (ndR: in psicoanalisi il mettere in scena da parte del paziente durante la seduta quello che è un suo tipico schema relazionale patologico, utilizzando l'analista come "attore" nell'interazione stessa).

Il termine è usato da Ferenczi.

La storia raccontata nel film inizia con una famiglia felice che come molte affronta un cambiamento.

Il tema del cambiamento, un trasloco nella fattispecie, è sempre fronte di crisi perché richiede una nuova collocazione ed una decisione. Un ricollocarsi.

Ovidio, il poeta, che di cambiamento era un cultore, racconta nelle sue “Metamorfosi (vedi le Metamorfosi di Ovidio traduzione di Gina D’Angelo Matassa Nuova Ipsa Editore - introduzione psicanalitica di Danilo Moncada Zarbo) di come sia impossibile opporsi al cambiamento. Gli unici due Miti che muoiono infatti nelle sue Metamorfosi sono quelli che non accettano la nuova realtà, Atteone e Fetonte.

Nell’elenco degli eventi Psicosociali stressanti e, quindi, fonte potenziale di patologia, troviamo anche il trasloco e il cambiamento di contesto.

È possibile sommare i vari eventi quali variabili che producono stress.

I “life events”, eventi psicosociali stressanti, sono diventati parte integrante del sistema diagnostico-classificatorio multiassiale DSM utilizzato in tutto il pianeta dalla comunità scientifica e dagli operatori sanitari per la Diagnosi e l'eventuale successivo trattamento.

 

1 Morte di un figlio 19,33

2 Morte del coniuge 18,76

3 Sentenza di carcerazione 17,60

4 Morte di un familiare stretto 17,21

5 Infedeltà del coniuge 16,78

6 Grosse difficoltà finanziarie 16,57

7 Crollo negli affari 16,46

8 Licenziamento 16,45

9 Aborto o figlio nato morto 16,34

10 Divorzio 15,93

11 Separazione coniugale dovuta a conflitti 15,93

12 Chiamata in giudizio per gravi violazioni della legge 15,79

13 Gravidanza non desiderata 15,57

14 Ricovero in ospedale di un familiare (grave malattia) 15,30

15 Disoccupazione per un mese 15,26

16 Morte di un caro amico 15,18

17 Retrocessione nel lavoro 15,05

18 Grave malattia fisica personale 14,61

19 Inizio di relazione extraconiugale 14,09

20 Perdita di oggetti personali di valore 14,07

21 Causa legale 13,78

22 Insuccesso accademico (esami o corso) 13,52

23 Matrimonio del figlio senza consenso 13,24

24 Rottura di fidanzamento o relazione 13,23

25 Aumento dei conflitti coniugali 13,02

26 Aumento dei conflitti con familiari conviventi 12,83

27 Aumento dei conflitti con fidanzato/a, partner 12,66

28 Grosso debito (più di metà del guadagno annuale) 12,64

29 Partenza del figlio per il servizio di leva 12,32

30 Conflitto con il capo o i collaboratori 12,21

31 Conflitti con familiari non conviventi 12,11

32 Trasferimento in un altro paese 11,37

33 Menopausa 11,02

34 Difficoltà finanziarie moderate 10,91

35 Separazione da una persona significativa (amico, parente) 10,68

36 Sostenere un esame importante 10,44

37 Separazione dal coniuge non dovuta a conflitti 10,33

38 Cambiamento negli orari di lavoro 9,96

39 Nuova persona in casa 9,71

40 Pensionamento 9,33

41 Cambiamento delle condizioni di lavoro 9,23

42 Cambiamento nel tipo di lavoro 8,84

43 Rottura con il/la ragazzo/a 8,80

44 Cambiamento di residenza (nuova città) 8,53

45 Cambiamento nella scuola 8,15

46 Termine degli studi 7,61

47 Un figlio lascia la casa (per college, ecc.) 7,20

48 Riconciliazione coniugale (dopo che il partner ha lasciato la casa) 6,95

49 Violazione della legge di grado lieve 6,05

50 Nascita di un figlio vivo (per la madre) 5,91

51 Gravidanza della moglie 5,67

52 Matrimonio 5,61

53 Promozione 5,39

54 Malattia fisica personale minore (che richiede visita medica) 5,20

55 Trasloco (nella stessa città) 5,14

56 Nascita di un bambino (per il padre), adozione 5,13

57 Inizio della scuola 5,09

58 Fidanzamento del figlio 4,53

59 Fidanzamento 3,79

60 Gravidanza desiderata 3,56

61 Matrimonio del figlio/a con consenso 2,94

In una scena del film che passa come un venticello, la protagonista, Riley, è disperata perché ha perso la vecchia casa, i vecchi amici, i suoi giocattoli e i suoi posti a seguito del trasloco in città. 

La bambina si mette a letto, dorme sul pavimento perché i genitori non hanno provveduto ad organizzare un luogo accogliente ma l'hanno spostata senza preavviso da un posto all'altro.

Non hanno progettato con lei il cambiamento, non hanno studiato con lei il nuovo ma, come un pacco, l'hanno proiettata nella nuova realtà senza condividere.

Questi genitori sono svalutati, non in grado di essere percepiti come adulti capaci di contenere la tristezza e la rabbia e la paura.

Cosi la protagonista inizia un particolare lavoro su di sé, deve essere una bambina sempre felice perché questo e’ ciò che si aspettano mamma e papà.

Questa ipertrofia di una emozione sulle altre comporta e prevede uno schiacciamento di altre emozioni.

Tristezzava manipolata ed isolata, Rabbiatrattata  con cautela, Pauramanipolata come se fosse cretina, Disgustosaha un po' di spazio ma solo su alcune dinamiche. La Ipertrofia manipolatrice di Gioa/Felicitaè faticosa, percepita dal pubblico come eccessiva, ma è il frutto di una richiesta e di una aspettativa genitoriale, comprensibile ma nefasta.

 

Ciò che sembra mancare in “Inside out” è lo spazio per l’Io, quest’ultimo ha sempre funzioni di Guida e di Scelta.

Tale mancanza è solo parzialmente attenuata dalla età della protagonista, ma vediamo che in realtà è un modello familiare.

Infatti, le emozioni dei genitori sono identiche a quelle della figlia solo con l’aggiunta di alcuni stereotipi caratterizzanti l’adulto: pettinatura e perle per la madre, baffi e calico per il padre.

Il film racconta come il modello dei genitori di Riley siaproprio quello di un deficit dell’Io. Le loro Emozioni hanno ancora la funzione di guida e il processo di consolidamento dell’Io è carente almeno sul piano del ruolo genitoriale.

Questo tratto non è espresso dalla presenza dei tratti riferiti all’Isola della Stupidita’, anzi. Essere adulti consapevoli del ruolo genitoriale non esclude la capacita di giocare allo scimpanzé o alla paperella.

Il film ovviamente si presta a diverse letture e a vari livelli di comprensione e mi vergogno un po' quando tento la frammentazione dei film ad uso Psicoterapeutico. Sono consapevole del fatto che il film è una opera creative, spesso un’opera d’arte e andrebbe apprezzata nella sua Gestalt!

 

Ciononostante, il lavoro fatto dagli sceneggiatori è straordinario. Hanno fornito un modello del funzionamento della mente divertente ed efficace, hanno mostrato il processo cognitivo di conservazione dell’esperienza e di ritenzione della informazione secondo una teoria validissima.

Gli sceneggiatori sono abili nel raccontare e farci sognare e nello spettatore tutte le emozioni sono contemplate e attualizzate.

 

Riley è una bambina di 11 anni ed è il modello del bambino dentro di noi.Il bambino che spesso assume il comando (nel film sembra un commando) lasciando poco spazio all’IO. Il Comando/commando è composto da 5 emozioni forse non sono le uniche ma bastano al racconto/film 

  RabbiaPauraGioiaTristezzaDisgusto

Nel film tutto funziona perché è simpatico ed efficace, ma nella realtà le nostre 5 amiche sono evocate dal vissuto, sono descritte attraverso il pensiero. Le emozioni sono strettamente legate alla capacita di rappresentazione e di elaborazione ed ovviamente allo spazio che riusciamo a dare a questo insieme che chiamiamo Mente.

Dico Mente e non Cervello. Le 5 emozioni sono evocate dalla rappresentazione della esperienza (i broccoli verdi), la partita ad Hockey e, a sua volta, il ricordo/emozione è modificato dall'emozione che la riattualizzazione in epoche successive evoca. È una ricostruzione dell'esperienza originaria che include in una nuova Gestalt (forma) e da una nuova definizione, la ricolloca. 

Tale ricostruzione e sua attualizzazione non esisterebbero senza il Pensiero e il suo vero conduttore l’IO. Certo, a volte il pensiero è un fulmine rapido ma potente, a volte non è percepibile perché si mostra solo per un secondo o solo si rappresenta in un simbolo, in altre invece è cosi lento e ruminante da invadere tutto il resto.

 

Gradevole il film ma non è solo sulle emozioni, è anche sui Danni delle aspettative dei genitori verso I figli, su genitori poco empatici o empatici a intermittenza, su l’adultizzazione e ipertrofia di parti della personalità. 

La soluzione è proprio quella del finale,Riley torna a casa a fare la bambina e i genitori scoprono di poterla contenere, sostenere. La vedono nel suo essere triste e arrabbiata, impaurita e disgustata e felice insieme. Ma la vedono anche nella sua capacità intenzionale, la sua capacità di scelta, di decisione, di azione.

Buona fortuna ai molti Riley delle mie terapie e ai molti genitori che non si accorgono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il modo che in cui i genitori trattano i propri figli è spesso il risultato di come essi stessi o solo uno di loro furono trattati da bambini.
Modelli familiari sempre così difficili da elaborare perché richiedono un doloroso atto di accusa verso chi amiamo e dichiararne spesso il fallimento. 
La violenza verbale e fisica vissuta in famiglia spesso diventa nei bambini un modello di comportamento aggressivo. L’esperienza descritta in questa vignetta ha un terribile elemento in più. Per ogni giocattolo che il bambino prenderà a
martellate distruggendolo ci sarà sempre un oggetto affettivo interno che andrà in pezzi. Un padre o una madre che perdono il controllo saranno martellate alla struttura della personalità del bambino, ogni oggetto rotto con rabbia fuori corrisponde ad un pezzo del mondo interno del bambino che va in frantumi. 
La perdita delle illusioni infantili, per la incapacità dei genitori alle prese con una catena di rabbia e frustrazione, ha un peso della strutturazione del futuro adulto. Il padre o la madre, le madri o i padri sono coloro che forniscono il nome e il denominatore della realtà. Esseri superiori cui affidarsi perché certi e sicuri, la perdita di questa fiducia è generatore esso stesso di vuoto e autosfiducia. 
Personalmente se osservo una di queste catene intervengo sempre, non lasciamo i bambini soli.

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